venerdì 23 gennaio 2009

Lacrime di gioia

Sono due giorni che è tornata a parlarmi.
Mi è arrivato il suo sussurro nella notte. Era nuda in un punto imprecisato della foresta del Sud, appena trasformata al termine di una lunga caccia. Ho sentito il freddo che le pungeva la pelle, le foglie secche che le facevano da letto, la quiete degli alberi la notte i rumori degli animali nel buio.
L'ho sentita.
Mi ha parlato.
E piangeva.
Però non era triste, erano lacrime di gioia. Sono rimasta stordita dalle immagini e dalle sensazioni, non riusciva a contenersi: è come quando ti buttano in faccia un panno pesante, pregno d'acqua bollente, come le correnti contrarie nelle estati più calde. Mi ha investito completamente: mele e miele, rosso e oro, parole, sorrisi, carezze, il viso piccolo, la figura minuta di Rialle. Ho annaspato per qualche secondo, soffocata da quel colpo di ricordi intensi, quasi rischiavo di cadere dalla finestra della Biblioteca di Torre Splendente!
E' tornata. Il mio Diamante. E' di nuovo con me, non ha abbandonato il sentiero, seppur ancora non sappia che direzione prendere. Per questo non abbiamo riaperto ancora il legame: lei ha tanti pensieri e un'importante scelta da fare, io i miei non li ho risolti affatto e quindi è bene che concluda da sola e risolva con le sue forze. Però ogni tanto parliamo, ora sta dai Druidi dopo che ha parlato con Laurana (mi rendo conto sempre più come mai il Nobile Amphyluke la tenesse in grande considerazione) e poi si diriger ad Est verso Sentinella Silente per incontrare Lailae. Ce la farà il mio Diamante, ne sono certa.

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