martedì 29 dicembre 2009

Il ritorno sulla Via del Drago

DreamALOT lì, anno 4°, mese 12°, 29° giorno

Favole,

Vi scrivo nonostante avessi detto che non l`avrei fatto, ma quando lo dissi non potevo sapere cosa sarebbe successo in queste terre.
Sono ospite del Castello dei Signori dei Draghi, di Rialle, da un pezzo ormai ed era mia intenzione rimettermi in viaggio dopodomani per tornare ad voi finalmente. Stamattina, svegliandomi, ho incontrato Equilibrio: ho fatto colazione con lei o meglio, avrei dovuto farla. Incapace di comprendere le mie ragioni, mi ha accusato di codardia ed ha parlato di Lui con parole che non avrebbe mai dovuto usare: a malapena sopporto che chiunque tocchi quell`argomento, potete immaginare cosa significhi se non solo se ne parla, ma persino se ne macchia il ricordo, si distrugge e si cerca di intaccare ciò che c`è stato tra me e Lui, cioè che ancora è per me e che lo sarà sempre.
Stringo tra le mani le tre scaglie che hanno segnato il mio cammino, la Sua oggi sembra pulsare di vita propria, mentre vi scrivo queste righe per annunciarvi che, colta dall`ira, ho minacciato Equilibrio e non ho intenzione di tornare aspettando che lei svolga i suoi compiti come seguace di Teiris e venga poi a cercarci per spegnere la mia Fede. Non temo che ciò possa avvenire, ma non sono nemmeno così poco fedele da aspettare di venir stretta all`angolo come un topo per dimostrare ancora una volta che ogni principio del Dorato e del Servente di Fuoco sono saldi in me, prima come adesso.
Non c`è Acqua in grado di spegnermi: sarebbe stato possibile, forse, quando ancora non ero che una mera scintilla, ma ho percorso la via che porta alle Fiamme, lo sono diventata e ho arso di Fede per Lèon da quando ci siamo incontrate fino ad oggi. Così sarà ancora se la Monarca, qual`è Rialle, me lo permetterà e se nuovamente il Dorato mi riterrà degna di tornare nelle sue fila nonostante la mia lontananza.

Questo, Favole, significa che non tornerò, nè dopodomani, nè i giorni successivi. Se mi sarà data la possibilità rimarrò e mi impegnerò affinchè sia possibile rivederci di nuovo, ma nel cielo di queste Terre, lontane dallo Stagno.

Vostro
D
iamante


La sofferenza, mio Diamante, a volte è ciò che smuove di più voi esseri umani. Perchè le poesie più belle, le emozioni più profonde e i sentimenti più sinceri sono sicuramente quelli più tristi.

Se è la sofferenza a riportarvi su quel cammino, penso che vada bene. Sono anni che cercate risposte nella Vostra Fede, sono anni che trovate risposte nella Via del Drago: se è la risposta a questa Vostra rabbia e sofferenza ciò che cercate, allora potrete trovarla tornando sui Vostri passi. Un giorno, quando avrete la Vostra risposta, sono certa che quello sarà il momento in cui potremo rivederci. Fino ad allora, mio Diamante, rimarrò qui a controllare l'avanzata e l'effetto dell'inverno sul piccolo stagno a cui dovete la vita.

domenica 20 dicembre 2009

Il viaggio di ritorno del Diamante

Il Diamante si è messo in viaggio ormai da qualche giorno per tornare nelle Terre del Sogno. Non mi è più possibile leggerle la mente, ma dopo che sei stato a lungo legato a qualcuno, che hai avuto accesso ai più profondi recessi della sua anima non ci vuole molto per capire le cose più semplici. Era sola. Non le basto. E non la biasimo.

Sia io che lei non siamo persone solitarie, a meno che non siamo noi a volerlo e ad averne bisogno, ci piace conoscere le persone, condividere le giornate al fianco di amici e conoscenti, avere altri intorno al fuoco con cui parlare, discutere, raccontare storie.

Siamo profondamente legate, ma entrambe sappiamo di quanto abbiamo bisogno degli altri per confrontarci, per condividere. Cosa possiamo condividere se ciò che viviamo qui è la stessa vita, la stessa routine, la stessa semplicità. Amo le abitudini, le cose che si ripetono ciclicamente, ma sento che queste abitudini non ci si addicono, che questa vita ci va stretta, che non è quella che vogliamo per sempre. Volevamo assicurarci della pianta, della sua salute, della sua vita, di modo che continuasse, indipendentemente da quella del Diamante; così è stato. E' stato un lavoro difficile, per molti giorni, e abbiamo temuto a lungo che ogni fiore e foglia dello stagno perisse nottetempo. Ma abbiamo superato la primavera, l'estate ha donato pochi fiori buoni ed altri pessimi, ma l'autunno ha regalato degli ultimi boccioli meravigliosi ed infine il lago è come andato in "letargo" per il freddo dell'inverno.

Lo osservo dalla caverna ed è come se sentissi respirare un essere vivente sotto una coperta: un respiro lento, ma regolare e rilassato.

Con questa sicurezza l'ho lasciata partire per andare da Rialle, da sua sorella, la persona a cui ha sempre pensato più spesso, la persona a cui pensa ancora più spesso (ne sono certa) e a cui continuerà a pensare, probabilmente. E' lei che le manca più di ogni altro. E' probabile che anche tutte le altre persone che sono rimaste lì, amici e nemici scommetto, le manchino, ma nessuno è come lei nel suo cuore. Un giorno, quando ancora eravamo legate, mi disse che, pensandoci bene, chiunque in questo mondo poteva essere sostituito da me, ma non lei.


Riuscirà a rivederla?

Cosa troverà nelle Terre del Sogno?

Cosa deciderà di fare una volta che l'avrà rivista e salutata? Sarà il momento di tornare qui... è questo il posto dove volete stare, mio Diamante?

Ascoltate il vostro cuore e prendete una decisione.

Il Cielo, qui, attende una risposta, la Terra, laggiù, vi assista.