DreamALOT lì, anno 4°, mese 12°, 29° giorno
Favole,
Vi scrivo nonostante avessi detto che non l`avrei fatto, ma quando lo dissi non potevo sapere cosa sarebbe successo in queste terre.
Sono ospite del Castello dei Signori dei Draghi, di Rialle, da un pezzo ormai ed era mia intenzione rimettermi in viaggio dopodomani per tornare ad voi finalmente. Stamattina, svegliandomi, ho incontrato Equilibrio: ho fatto colazione con lei o meglio, avrei dovuto farla. Incapace di comprendere le mie ragioni, mi ha accusato di codardia ed ha parlato di Lui con parole che non avrebbe mai dovuto usare: a malapena sopporto che chiunque tocchi quell`argomento, potete immaginare cosa significhi se non solo se ne parla, ma persino se ne macchia il ricordo, si distrugge e si cerca di intaccare ciò che c`è stato tra me e Lui, cioè che ancora è per me e che lo sarà sempre.
Stringo tra le mani le tre scaglie che hanno segnato il mio cammino, la Sua oggi sembra pulsare di vita propria, mentre vi scrivo queste righe per annunciarvi che, colta dall`ira, ho minacciato Equilibrio e non ho intenzione di tornare aspettando che lei svolga i suoi compiti come seguace di Teiris e venga poi a cercarci per spegnere la mia Fede. Non temo che ciò possa avvenire, ma non sono nemmeno così poco fedele da aspettare di venir stretta all`angolo come un topo per dimostrare ancora una volta che ogni principio del Dorato e del Servente di Fuoco sono saldi in me, prima come adesso.
Non c`è Acqua in grado di spegnermi: sarebbe stato possibile, forse, quando ancora non ero che una mera scintilla, ma ho percorso la via che porta alle Fiamme, lo sono diventata e ho arso di Fede per Lèon da quando ci siamo incontrate fino ad oggi. Così sarà ancora se la Monarca, qual`è Rialle, me lo permetterà e se nuovamente il Dorato mi riterrà degna di tornare nelle sue fila nonostante la mia lontananza.
Questo, Favole, significa che non tornerò, nè dopodomani, nè i giorni successivi. Se mi sarà data la possibilità rimarrò e mi impegnerò affinchè sia possibile rivederci di nuovo, ma nel cielo di queste Terre, lontane dallo Stagno.
Vostro
Diamante
La sofferenza, mio Diamante, a volte è ciò che smuove di più voi esseri umani. Perchè le poesie più belle, le emozioni più profonde e i sentimenti più sinceri sono sicuramente quelli più tristi.
Se è la sofferenza a riportarvi su quel cammino, penso che vada bene. Sono anni che cercate risposte nella Vostra Fede, sono anni che trovate risposte nella Via del Drago: se è la risposta a questa Vostra rabbia e sofferenza ciò che cercate, allora potrete trovarla tornando sui Vostri passi. Un giorno, quando avrete la Vostra risposta, sono certa che quello sarà il momento in cui potremo rivederci. Fino ad allora, mio Diamante, rimarrò qui a controllare l'avanzata e l'effetto dell'inverno sul piccolo stagno a cui dovete la vita.
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