sabato 13 dicembre 2008

Oonduith

Ce l'ho fatta.
Ho completato il regalo per il Venerabile Oonduith.
E' stato difficile, ho dovuto parlare con un sacco di persone, raccogliere idee... e ho fatto una pessima figura con l'Aurora, temo. Ma non importa quanti sforzi mi tocchi fare se tutto questo è per lui. Farei anche altro, se fosse necessario... ero pronta a morire se la situazione l'avrebbe richiesto. Sono pronta tutt'ora... sono pronta anche adesso: per lui.

La sabbia mi circondava gli artigli la prima volta. Il sole scontillava ancora potente di quel calore che va scemando solo col passare dei giorni dall'estate all'autunno. Ero scesa finalmente sulla spiaggia, dopo aver provato l'ebrezza di tutto il nuovo potere, le nuove capacità che riempivano il mio essere e pulsavano quasi, sotto le scaglie argentate. In quei primi giorni più di ora sentivo la differenza tra il prima e il dopo: la magia che ti avvolge, ti ghiaccia piacevolmente le scaglie, stringendole in una morsa delicata come la neve che si posa sul pesaggioi nvernale, pulsa contro il tuo corpo si fa pressante, ti senti scoppiare. Ma rimarrà tutto dentro di te,: è tua, è la tua natura, il tuo essere, l'espressione più eccelsa di ciò che rappresenti.
Erano queste le sensazioni che accompagnavano il mio volo, mille volte più potente, aggraziato e perfetto di quanto non lo fosse mai stato in tutta la mia vita. Ero atterrata con una perfezione ed una grazia inaudite, non avrei mai immaginato di poterlo fare e ancora mi stavo riprendendo dallo stupore quando il Suo bagliore scarlatto entrò nel mio campo visivo. Si insinuò facendosi notare con la coda dell'occhio, ma tanto bello e splendente che non era possibile ignorarlo ed allora ricordo che alzai los guardo come mettendoci mille anni in quel solo gesto e il mio sguardo veniva colmato: colmato di lui, della sua maestosità, della sua potenza, della gloria del suo portamento, dei riflessi oro e porpora che davano al rame una brillantezza sconvolgente.
Non so dire se fu l'espressione della forza o le prime, gentilissime, parole che mi rivolse che conquistarono il mio animo al primo colpo, ma so che fu in quel momento che accadde. Non ne ero cosciente al tempo; al tempo nemmeno immaginavo che un giorno avrei amato qualcuno, eppure fu un colpo di fulmine, proprio come quello che Nyneve e le sue amiche raccontavano. Non ci credevo... e invece mi è successo.

Ci ho messo tempo, giorni, mesi, per capire cosa sconvolgesse il mio cuore ogni volta che in un foglio a me indirizzato riconoscevo la sua calligrafia, ogni volta che lo incontravo e mi sorrideva. Oh il suo sorriso... è meraviglioso e spettacolare quanto vederlo in volo. Non c'è giorno che non vorrei essere svegliata semplicemente da quella visione, non c'è mattino in cui non vorrei potermi alzare in volo con lui.
Mi ha baciato, abbiamo litigato, l'ho difeso, l'ho fatto arrabbiare, si è preoccupato, mi ha custodito. Poco tempo, tante esperienze. Aggiungerò un'esprienza in più in questi giorni, voglio vedere che effetto farà il mio regalo e non vedo l'ora. Il Diamante dice che se un mortale si comportasse così lo prenderebbe per cretino: pensare a simili frivolezze in tempo di guerra è da sciocchi dice lei (ovviamente in un linguaggio più... colorito); ma sa cosa sono, quanto vivo... quello che per lei è un giorno prezioso della sua limitata vita è per me un battito di ciglia in un'esistenza eterna. E' una guerra che la sconvolge, per me invece, alla fine dei miei giorni, non sarà altro che "oh, sì, quel paio di mesi quegli anni in cui ero giovane". La percezione del tempo cambia, la possibilità di gestire più cose contemporaneamente è un lusso che possiamo permetterci.
Così ora mi preoccupo: è importante l'esito di questa guerra ed è importante la reazione del Venerabile Oonduith quando avrà il suo regalo.

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